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La Nutrizione Cellulare Attiva

Cos'è la Nutrizione Cellulare Attiva?

Il concetto di salute, tempo fa inteso semplicisticamente come assenza di malattia, è stato ormai superato, anche perché tra questi due poli estremi c’è un ampio e diversificato spettro di condizioni. Proprio da questa evidenza trae fondamento la Nutrizione Cellulare Attiva®, introdotta dal dottor Claude Lagarde, farmacista e biologo, già impegnato presso l’Università di Montpellier in attività di ricerca sull’azione degli oligolelementi, ed ora fondatore del Laboratoire Nutergia in Francia.
La Nutrizione Cellulare Attiva® è un concetto terapeutico innovativo, finalizzato a restituire l’equilibrio funzionale fisiologico ad ogni cellula intossicata o carente di nutrienti, per ricondurre il paziente a quello stato di energia, vitalità e armonia che caratterizza lo stato di salute. Si tratta quindi di apportare alle cellule i nutrienti con i dosaggi più adeguati stimolando le attività cellulari e normalizzando il loro equilibrio. Il principio fondamentale della terapia è l’individualità biochimica di ogni persona: identifica l’origine dei disfunzionamenti cellulari, neutralizzandone non solo le manifestazioni sintomatiche ma anche le cause biologiche, con l’obiettivo di stimolare i naturali processi di autoguarigione nel rispetto dei tempi fisiologici dell’organismo.

nUTERGIA.png L'approccio innovativo della Nutrizione Cellulare Attiva

Le nostre cellule e organi funzionano in modo ottimale soltanto se il loro ambiente presenta delle caratteristiche biologiche precise”, afferma il dottor Régis Grosdidier, medico chirurgo allergologo, specialista in Micronutrizione e Biopsicoterapia presso il Centre de Nutriprévention et de Santé, recentemente a Torino per presentare le terapia alla classe medica italiana. “La loro attività può essere compromessa da tre fattori: la carenza di nutrienti, quali per esempio acidi grassi polinsaturi essenziali, vitamine, oligoelementi; l’eccesso di tossine e radicali liberi e infine squilibri neurovegetativi. Una condizione paradigmatica è rappresentata dalle malattie cronico-degenerative del sistema nervoso centrale: una prima ipotesi patogenetica si basa su un mancato apporto di nutrienti dovuto per esempio ad alterazioni dell’assorbimento intestinale. Un’altra ipotesi, considerata nella malattia di Parkinson, chiama in causa lo stress ossidativo, responsabile di un danno irreversibile alle cellule dopaminergiche che potrebbe essere tuttavia prevenuto o arrestato attraverso un impiego tempestivo di antiossidanti. Una terza ipotesi patogenetica focalizza nuovamente l’attenzione sull’apparato digerente: la recente scoperta, avvenuta a Nantes a opera di gastroenterologi e neurologi che hanno riscontrato la presenza di lesioni delle strutture nervose intestinali identiche a quelle osservate in sede cerebrale”. Un aspetto da ribadire è che la supplementazione deve essere personalizzata ma non improvvisata né tantomeno arbitraria: “il fai da te può infatti rivelarsi controproducente, come per esempio nel caso di un individuo che, assumendo omega-3 senza vitamine o antiossidanti, rischia di veder peggiorare il proprio stato ossidativo” precisa Grosdidier. Allo stesso modo si rivela del tutto inutile l’assunzione di integratori alimentari in presenza di un intestino funzionalmente alterato o compromesso e non è pensabile affrontare con un approccio nutrizionale una malattia di natura psicologica, senza un opportuno inquadramento.

In che modo la Nutrizione Cellulare Attiva si concretizza nella pratica clinica?

“Premesso che essa può essere perfettamente integrata nell’operatività del medico, insieme all’eventuale prescrizione di farmaci o al ricorso a medicine complementari, il punto di partenza è costituito dalla definizione del profilo bionutrizionale, e cioè la valutazione dello stato di funzionamento cellulare” afferma Grosdidier. Il profilo bionutrizionale viene ricavato dall’elaborazione computerizzata di un questionario (IoMET®) composto da 81 domande e permette di distinguere per ciascun individuo sette terreni (tre di carenze, tre di eccessi e uno che ha un ruolo di equilibrio):

il terreno Carente di acidi grassi polinsaturi essenziali, associato a disturbi allergici, otorinolaringoiatrici, cutanei e asmatici
il terreno Ipoglicemico, caratteristico del paziente con diabete, obesità, cefalee, vertigini
il terreno Acido demineralizzato, che si accompagna a osteoporosi, dolori osteoarticolari, fragilità muscolo-tendinea e mucosa
il terreno Neurodistonico, tipico dell’individuo con stanchezza cronica, ansia, depressione e disturbi del sonno
il terreno Baso-colitico, associato a sindrome del colon irritabile, disturbi del transito gastrointestinale e candidosi
il terreno Intossicato, frequentemente associato a malattie cardiovascolari e disturbi legati a inquinamenti (alcol, fumo, metalli pesanti)
il terreno Ossidato denaturato, che promuove accelerazione dell’invecchiamento, infiammazioni croniche e malattie autoimmuni.

“Il trattamento, attraverso un’integrazione mirata e l’adozione di un corretto stile di vita, richiede un tempo lungo e il trattamento del terreno squilibrato comporta due fasi: la detossinazione (o fase disintossicante), che dura almeno un mese, e la ristrutturazione (o fase riequilibrante), che dura almeno due mesi” puntualizza Grosdidier. “La priorità viene data al terreno dominante, soprattutto se è particolarmente perturbato. Trascorsi i tre mesi di cura, se il terreno dominante è unico, è opportuno insistere con i consigli nutrizionali, se invece più terreni sono squilibrati per oltre il 30%, conviene verificare che i sintomi del terreno o dei terreni sotto-dominanti siano diminuiti o scomparsi. Nel caso di un importante squilibrio (superiore al 50%) sarà opportuno procedere con un secondo ciclo di detossinazione e ristrutturazione per ottimizzare i risultati. Un secondo bilancio IoMET® nell’arco di sei mesi permetterà di verificare che i consigli nutrizionali siano sempre stati rispettati e che i sintomi non siano in via di ricomparsa”.
La Nutrizione Cellulare Attiva, nella sua visione di armonia fisiologica, si profila come una nuova disciplina e al tempo stesso uno strumento di cura e prevenzione a disposizione del medico. In Italia, grazie all'Istituto di Medicina Omeopatica, sono già stati intrapresi i primi corsi sul territorio: Milano, Bologna e Torino sono state le prime città ad essere coinvolte, i prossimi seminari si svolgeranno a Bari in maggio e a Roma il prossimo ottobre e consentiranno di continuare a formare entro fine anno i primi medici specializzati nella Nutrizione Cellulare Attiva.
Concepita appositamente per l’esecuzione della Nutrizione Cellulare Attiva, la linea di integratori alimentari Nutergia, prodotta dagli omonimi laboratori farmaceutici secondo i più rigidi standard qualitativi nel rispetto della naturalità, è da oggi disponibile sul mercato italiano grazie ad IMO.