L'omeopatia è una metodica terapeutica basata su quattro principi fondamentali:

  • La legge dei simili
  • Specificità medicamentosa
  • La dose infinitesimale
  • Legge di Hering o di guarigione

La legge dei simili
"Nell'organismo vivente un'affezione dinamica più debole è eliminata in modo duraturo da un'altra più forte se quest'ultima (di specie diversa) le assomiglia molto dal punto di vista della sua manifestazione" (dall'Organon).
In natura esistono infatti sostanze che, se assunte da individui sani per un certo periodo di tempo, sono in grado di produrre sintomi tipici della sostanza stessa (intossicazione). Sappiamo inoltre che ogni malattia è caratterizzata da un quadro sintomatologico che le è tipico. La ricerca dell'analogia tra i sintomi della malattia di un paziente e quelli provocati dalla somministrazione di una sostanza naturale ad una persona sana (ottenuta tramite sperimentazione detta prooving), è alla base dell'operato del medico omeopata (similia similibus curantur).
Alla propria dottrina basata sul principio dei simili Hahnemann diede il nome di "Omeopatia" e riservò invece il nome di "Allopatia" alla pratica medica secondo la quale per la cura di una malattia devono essere usati quei farmaci che hanno effetto contrario ai sintomi della malattia in atto.

Specificità medicamentosa
"Ogni medicamento produce effetti specifici nel corpo umano e nessun'altra sostanza medicinale può dare origine ad altri effetti che siano del tutto simili a quelli" (dall'Organon).
Secondo questo postulato possiamo affermare che l'interesse del medico omeopata non è sicuramente la diagnosi di malattia, bensì la diagnosi di "rimedio", cioè di quel medicamento che nel sano provoca i disturbi "più simili" a quelli presentati dal nostro paziente in esame. In natura infatti non esiste una sostanza che , somministrata ad un paziente sano, produca effetti uguali ad un'altra (patogenesi del rimedio).

La dose infinitesimale
La sostanza che si somministra ha esclusivamente funzione di stimolare la reazione, è la miccia che fa esplodere la bomba e come tale più che elevata nel dosaggio deve essere specifica per i disturbi del paziente.
Diluizione e dinamizzazione aumentano progressivamente l'azione dei medicamenti. Qualunque sostanza o medicamento che agisce sulla vitalità è in grado di determinare un'alterazione dell'equilibrio della Forza Vitale e di conseguenza un cambiamento dello stato di salute della persona. Questo effetto, dovuto quasi esclusivamente alla sostanza somministrata, viene chiamato "Effetto Primario" ed è utilizzato dalla medicina allopatica.
Alla somministrazione di una sostanza la Forza Vitale si oppone con carattere conservativo sempre a favore della vita, questo grazie al fatto che l'organismo umano appartiene alla categoria dei "sistemi omeostatici", caratterizzati da un'omeostasi fisiologica regolata da interscambi di informazioni biologiche e da tutte quelle attività che tendono a conservare costanti, o entro certi limiti accettabili, le varianti del sistema. Chiameremo quindi questo "Effetto Secondario", utilizzato dalla medicina omeopatica.
Considerato che l'azione curativa in medicina omeopatica sfrutta la reazione dell'organismo, la sostanza che si somministra ha esclusivamente funzione di stimolare la reazione, è la miccia che fa esplodere la bomba e come tale più che elevata nel dosaggio deve essere specifica per i disturbi del paziente (meccanismo d'azione sotto certi aspetti paragonabile alla vaccinazione).

Legge di Hering o di guarigione
Per la caratteristica "centrifuga" della cura omeopatica che mira a "buttar fuori" la malattia anziché tendere a sopprimerla.
Nelle "vere" guarigioni, dopo la somministrazione del rimedio corretto, il paziente non giunge allo stato di pieno benessere in modo casuale, bensì seguendo un iter scandito da una legge ben precisa di eliminazione dei sintomi.
I sintomi spariranno dall'alto verso il basso (es. sparirà prima uno stato d'ansia che una pirosi gastrica) e dall'interno verso l'esterno (es. al miglioramento di un'asma può far seguito un peggioramento di un eczema cutaneo che poi a sua volta migliorerà e non viceversa). Tale meccanismo è spiegato dalla caratteristica "centrifuga" della cura omeopatica che mira a "buttar fuori" la malattia anzichè sopprimerla.
Spariranno inizialmente i sintomi che sono comparsi più recentemente e in un secondo tempo quelli che hanno un'origine più remota nel tempo.