Cosa si intende per "malattia" in omeopatia ?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto chiarire come l'omeopatia considera l'entità "Uomo". L'essere umano in omeopatia non è considerato un insieme di organi ed apparati in relazione organica tra di loro, ma un "sistema biologico" caratterizzato da un elevato grado di ordine che si mantiene senza l'intervento di alcun agente esterno. Condizione indispensabile affinchè tale ordine interno si mantenga è che il sistema biologico possa dissipare tutta l'energia che produce attraverso i processi metabolici o attraverso quelli che prende dal mondo esterno (calore, cibo, emozioni, sentimenti…).
Produzione e dissipazione di energia rappresentano due meccanismi intimamente connessi. Un ostacolo alla dissipazione di energia costituisce quindi la premessa alla malattia, costringendo l'organismo vivente ad aprire canali secondari esonerativi. Se ad esempio "blocchiamo" con pomate un'eruzione cutanea, l'organismo sposterà il suo tentativo di autodepurazione su un altro organo emuntore (il polmone, ad esempio).
Da queste premesse possiamo considerare la malattia come un mezzo attraverso il quale un organismo vivente cerca di mantenere il suo ordine interno in condizioni ambientali avverse al fine di garantire la sopravvivenza del genere umano. Intendendo per energia vitale la materia "informata", possiamo definire la malattia disarmonia dell'energia vitale.

Approccio al paziente in medicina omeopatica

La medicina ufficiale considera la malattia come entità a sé stante che interessa un organo, un apparato o una funzione limitata nel tempo e nello spazio (da ciò la suddivisione in malattie acute, subacute e croniche). La causa eziologica è quasi sempre ricercata nell'ambiente esterno (virus, batteri, pollini...). La terapia è per la maggior parte codificata secondo il tipo di malattia e come tale "in serie" per tutti i pazienti (antinfiammatorio per l'infiammazione, antibiotico per l'infezione batterica...). Le malattie di organo, visceri e funzioni vengono poi suddivise in tante "specialità", dando origine così alla "medicina dell'uomo disintegrato" dove, più che il malato, viene curata la malattia. Le principali indicazioni della medicina allopatica diventano di conseguenza le malattie acute e tra queste soprattutto quelle in cui la componente del dolore prevale.

L'omeopatia considera invece il sintomo non come un messaggio da sopprimere, ma da interpretare nel contesto del sistema uomo, crea il billofrights.jpg quadro di una malattia "dinamica" tenendo conto sia della parte fisica sia di quella psicologica (il corpo è sempre lo specchio della mente!).
Importanza fondamentale assume il concetto di “terreno”, in base al quale le cause esterne rappresentano solo un “fattore scatenante” della malattia. Secondo questo approccio, il “terreno” (ovvero la suscettibilità ad ammalarsi) rappresenta il disturbo da curare prima ancora che questo si manifesti organicamente. Nella cura omeopatica ogni paziente è una "individualità": non esisterà quindi la cura per l'ulcera duodenale del Sig. X, ma la cura del Sig. X con la sua ulcera duodenale, sicuramente diversa da quella di un altro paziente che soffre della stessa malattia (Individualità terapeutica).

Possiamo così dire che in omeopatia esistono malati e non malattie.